Stupri, rapine, sparatorie: con Pisapia Milano è tornata violenta
sabato 1 novembre 2014
Uno stupro, un tentato stupro in pieno giorno ad opera del branco, rapine sui ballatoi di casa, sparatorie, gente che minaccia di usare le molotov, furti, occupazioni di case popolari... Ma che città è diventata Milano? La Milano di un tempo non c'è più, sostituita dalla violenza e dai soprusi che quotidianamente subiscono i suoi cittadini.
Se le periferie sono completamente abbandonate, il centro non se la passa meglio, ormai non c'è zona che venga risparmiata da una quotidiana violenza. Il tutto sotto gli occhi di un sindaco che sul fronte sicurezza, come su altri fronti, sembra dormire sonni pesanti.
La cronaca di una normale giornata milanese assomiglia ad un bollettino di guerra. Ieri una ragazza di 18 anni è stata picchiata e stuprata a Milano nel locale caldaia di uno scantinato in via Bocconi, a due passi dall'università. L'aggressore, un egiziano di 39 con parecchi precedenti penali ma nonostante questi ancora a piede libero, è stato arrestato poco dopo dai carabinieri. Mahmoud H. è noto nella zona come spacciatore. Del resto via Bocconi è adiacente a viale Bligny e a quel palazzo al civico 42 da anni trasformato in fortino della droga da extracomunitari.
La Lega ha da tempo presentato mozioni per mettere telecamere al civico 42, contrastando così gli spacciatori. Un provvedimento che forse, facendo arrestare qualche criminale, avrebbe potuto impedire quanto successo. Peccato che giaccia da mesi nei cassetti dell'Amministrazione. Come giace nei cassetti del Parlamento la richiesta del Carroccio (rilanciata ieri dall'assessore provinciale alla Sicurezza, Stefano Bolognini) di ricorrere alla castrazione chimica nei confronti dei violentatori. La stessa proposta che è tornato a chiedere Matteo Salvini.
«Sono dieci anni - dice il Segretario federale - che presentiamo lo stesso disegno di legge che poi viene bocciato perché c'è chi pensa che sia una barbarie. Eppure si tratta di una cura sperimentale già in vigore in sette Paesi del Nord Europa». Chi violenta le donne, aggiunge Salvini, «è gente malata che va curata. Bisogna procedere così. Se non è stato ancora fatto, è perché non lo si vuole. Ma spero che la nostra proposta entri nell'agenda del governo Renzi al più presto. Quanti stupri dobbiamo ancora aspettare prima di affrontare il problema?».
Vivere a Milano in fondo è come superare un corso di sopravvivenza. Che tu stia in casa o in strada devi rimanere vigile e guardingo. Di giorno e di notte.
Erano le 20.15 quando l'altra sera due albanesi senza fissa dimora (tra cui un 22enne con precedenti) sono stati arrestati per un tentato furto in un appartamento in via Valfurva. Per fortuna la proprietaria di casa si è accorta dei due uomini intenti ad arrampicarsi sul suo balcone all'interno del cortile del palazzo ed ha avvisato la polizia. La Volante già nelle vicinanze è giunta sul posto e ha colto i due topi d'appartamento ancora nei locali, intenti a cercare refurtiva, e li ha messi in manette per tentato furto.
È andata peggio al 21enne italiano che ieri mattina si è accorto di essere stato rapinato nella sua abitazione in via Soave. I ladri, rimasti ignoti, sono entrati dopo aver divelto la portafinestra della camera da letto e hanno forzato la cassaforte lì nascosta per poi fuggire con tre orologi di marca, alcuni gioielli e un iphone.
L'elenco è lungo. Ci sono le tre borseggiatrici bosniache di piazza Duomo, la rapina in via Lepontina, il venditore di rose del Bangladesh a cui hanno sparato, quello che voleva usare una molotov in via Monti per darsi fuoco, la 48enne rapinata sul ballatoio di casa propria... Milano è questa serie di episodi. Di cui la sinistra si disinteressa.
Il consigliere leghista Luca Lepore sottolinea come nell'ultimo anno si siano tenute solo dieci commissioni sicurezza. Alla faccia della priorità. Milano è tutta un Bronx, dove girano indisturbate gang pronte a qualsiasi scorribanda.
Quanto successo mercoledì, e reso noto ieri, assomiglia molto ad una rivisitazione del film "Arancia Meccanica". Una donna di nome Irene, una runner di 40 anni, che in pieno giorno viene brutalmente aggredita nell'area del Parco ex Pozzi. Gli aggressori, un branco di tre o quattro persone, l'hanno prima fermata, poi sfregiata, tagliata con un pezzo di vetro su tutto il corpo, picchiata contro un muro, toccata. Forse volevano violentarla, ma sono scappati interrotti da qualcosa o qualcuno. Non è la prima volta che in quell'area si registrano aggressioni. Non sarà l'ultima. Almeno fino a quando il sindaco di Milano non deciderà di svegliarsi.
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