Povertà, 25% delle famiglie in difficoltà

Cresce il numero di soggetti costretti a ricorrere ai sostegni pubblici o finanziamenti,che hanno costanti ritardi nel pagamento delle tasse e che fanno versamenti con denaro prestato

Tratto da La Padani.net
Sabato 1 novembre 2014



Cresce la povertà sommersa e il 25% delle famiglie è in difficoltà. Nel corso del 2014 sono aumentate le persone che fanno ricorso a varie forme di sussidi: dai sostegni pubblici ai finanziamenti personali, dalle moratorie sui mutui alla richiesta di anticipo del trattamento di fine rapporto (Tfr), dal sistematico ritardo nel pagamento delle tasse e alla crescita delle rateizzazioni delle cartelle esattoriali ai versamenti fatti con denaro prestato o regalato da familiari. È quanto emerge dall'analisi del centro studi di Unimpresa, che ha elaborato informazioni e analizzato dati raccolti su tutto il territorio nazionale, attraverso la sua rete di 900 Caf (Centri di assistenza fiscale).
I Caf di Unimpresa hanno registrato una sensibile impennata delle situazioni critiche, non censite dalle statistiche ufficiali, che riguardano ormai una famiglia su quattro, con punte più alte al Sud rispetto al resto d'Italia. I fenomeni rilevati, presi singolarmente, non consentono di portare a galla il quadro emergenziale ma, messi insieme tutti i vari elementi, ne emerge la fotografia di una sorta di povertà sommersa, in forte crescita nel corso del 2014.
«Se il governo di Matteo Renzi - commenta il presidente di Unimpresa,Paolo Longobardi - non mette sul tavolo una cura choc per l'economia, con un taglio delle tasse drastico, le famiglie e le imprese non riusciranno ad alzare la testa e assisteremo all'aumento di situazioni di emergenza». L'emergenza principale riguarda la perdita del posto di lavoro che, ovviamente, ha provocato una crescita dei sussidi pubblici dalla cassa integrazione straordinaria alle varia indennità erogate per la disoccupazione. Poi ci sono i prestiti personali: si tratta di finanziamenti chiesti in banca non per comprare abitazioni, automobili, elettrodomestici né per fare viaggi, ma necessari a sopperire alla mancanza di liquidità, dal momento che gli stipendi non bastano più. Sempre sul versante del credito è rilevante il fenomeno delle moratorie sui mutui, cioè gli accordi tra il ministero dell'Economia e le associazioni che rappresentano gli istituti volti a congelare temporaneamente le rate.
Altro aspetto importante è l'aumento delle richieste di anticipo del Tfr, oggetto di un provvedimento inserito nella legge di stabilità per il 2015. Nelle imprese con meno di 50 dipendenti, infatti, le liquidazioni restano in azienda e sono in crescita le domande fatte dai dipendenti per ottenere, come previsto dalle norme in vigore, un'anticipazione di somme che, in teoria, andrebbero incassate al momento delle dimissioni o del pensionamento. Complesso il recinto del fisco.
Per quanto riguarda le tasse, i Caf di Unimpresa hanno rilevato il sistematico ritardo nel versamento delle varie imposte, da quelle sugli immobili all'Iva e all'Irpef, specie per artigiani e liberi professionisti. Chi ha ricevuto una cartella esattoriale, poi, con sempre maggiore frequenza fa ricorso agli strumenti di rateizzazione offerti dall'amministrazione finanziaria, recentemente portati da 6 a 10 anni. Sono state registrate, infine, molte situazioni in cui gli adempimenti fiscali vengono eseguiti con denaro prestato o regalato da familiari.

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