La secchiata in testa, alla fine, l'ha tirata agli ammalati. Ricordate quando Matteo Renzi, aderendo alla campagna fighetta dell'estate, l'Ice Bucket Challenge, si fece riprendere in costume, nel giardino di casa, a rovesciarsi addosso un secchio di acqua ghiacciata? Lo fece, ci spiegò, non per partecipare all'ennesimo tormentone virale di internet, ma per promuovere la raccolta di fondi per la ricerca sulla Sla. Qualcuno storse il naso e protestò che un presidente del consiglio, in quel modo, si metteva in ridicolo. Renzi tuttavia si difese con la sua tipica verve fiorentina, obiettando che ciò che contava era la buona causa della lotta alla Sla. E mise tutti a tacere.
Peccato però che di quella buona causa, laddove conta, cioé nella legge di stabilità, il premier Renzi si sia poi completamente scordato. Nel testo approdato alle Camere ci si è infatti accorti che il fondo per le non autosufficienze, determinante per la qualità della vita di tutte le famiglie che hanno a che fare con la Sla e con tante altre malattie invalidanti, è stato ridotto di ben 100 milioni di euro rispetto al 2014 (governo Letta), passando da 350 a 250 milioni di euro. Per i malati una mazzata inspiegabile ma soprattutto, visti i passati proclami di Renzi, inattesa.
Dopo un primo momento di incredulità generale, infatti, arriva la durissima reazione delle associazioni di settore. Il presidente dell'Aisla (l'Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica) afferma senza tanti giri di parole che il taglio dei fondi è «una vergogna» perché «molti malati gravi, non autosufficienti, non avrebbero più il sostegno all'assistenza domiciliare».
Anche la Lega Nord non ci sta. Matteo Salvini, che da settimane denuncia la vergognosa disparità di trattamento riservata dal Governo ai disabili e agli immigrati, pubblica su facebook un post che suona come una dichiarazione di guerra: «Vi ricordate - scrive il segretario leghista - tutti quei vip, Renzi in testa, che in estate si sono fatti pubblicità con la doccia gelata per la ricerca contro la Sla? Bene, anzi male. Pare infatti che il governo, nella manovra economica, taglierà 100 milioni di euro al Fondo per i Malati non Autosufficienti. Roba da matti! Se non cambieranno, la doccia gelata a Renzi vado a farla io!».
Capita la mala parata e bersagliato di critiche da tutti i partiti, persino dall'accucciatissima Forza Italia, il Governo corre ai ripari affidandosi al volto pulito di Maria Elena Boschi. «Sicuramente - balbetta la ministra inaugurando la Leopolda - alcune norme verranno riviste nel corso dell'iter parlamentare e alcuni tagli possono essere rivisti...». I malati, intanto, preparano le secchiate.
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