DAL CONSIGLIO COMUNALE SULLA VIOLENZA SULLE DONNE: l'intervento di una donna


Un saluto al sindaco, Sig. Soldano, ai presenti  e a tutte le donne.
In questa serata dedicata alle donne che, come si sa, sono l’altra metà del cielo e che, secondo una persona a me cara, hanno 2 marce in più, l’attenzione è focalizzata sulla violenza che molto spesso subiscono.
La mente corre subito alle donne massacrate dai loro compagni. I media sono i primi a parlarne, ma noi donne abbiamo un'altra visione di questa problematica, proprio perché abbiamo anche un altro concetto di vita.
Le donne, tutte le donne, anche quelle offese nel corpo,  non vedono  differenza tra “violenza fisica”e “violenza verbale”, al contrario dell’approccio maschile che dà primariamente importanza alla violenza fisica considerando quella verbale di poco conto.
Per la donna la violenza più sentita è di essere costretta nella condizione di non poter decidere autonomamente di se stessa: le nostre madri hanno vissuto per tutta una vita questa impossibilità .  Avere il dovere di chiedere al loro compagno SE può, SE gli è permesso.

Qualche tempo fa, in occasione di una mostra pittorica,  mi è stata chiesta da una donna la possibilità di poter fare un tentativo pittorico:  era un desiderio a cui anelava da tempo ma il suo compagno la scoraggiava pesantemente con frasi del tipo “Non sei capace di far niente, Sai solo fare cavolate, Ma tu cosa vuoi fare!” E nel tempo se ne era convinta. Chiaramente incideva il fatto di non avere un reddito proprio.
Ma per fortuna le donne sanno che c’è una forza che le lega e fa loro superare queste difficoltà. Il solo fatto di parlarne è già un passo avanti e se la donna fa questo passo è perché vede in chi le sta’ di fronte la possibilità di una via nuova: quando le si dirà ancora “Chi credi di essere!” saranno parole cadute nel vuoto.
Spero che tante donne incontrino e si fidino di più di altre donne, evitando di pensare solo ai fatti propri.
In quest’occasione volevo anche porre l’attenzione sul simbolo per eccellenza della festa della donna: la mimosa. Perché parlo di questo? Nei giorni scorsi ho partecipato alla manifestazione artistica “I colori delle donne”, una manifestazione molto riuscita, dove l’uso di questo simbolo mi ha fatto ricordare appieno l’importanza di questa festa: ci è voluto un fatto tragico per portare alla ribalta la condizione femminile. Spero che questo in futuro non capiti più.
Signor Sindaco, la ringrazio per il patrocinio e faccio un dono a lei e all’assessore Fortunato che ci ha seguite, da parte di tutte le donne. 

Angela La Greca

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