DAL CONSIGLIO COMUNALE SULLA VIOLENZA SULLE DONNE: l'intervento del Capogruppo Poloni


Buonasera a tutte le persone che per l’occasione hanno deciso di partecipare a questo consiglio comunale aperto.

Il tema di questa sera è, a mio parere, molto complesso, tanto che un consiglio comunale può far poco per cambiare le cose. Tuttavia, piuttosto di niente, è sicuramente meglio piuttosto ed è sicuramente importante parlare e fare dibattito su questi argomenti.

I diritti che le donne rivendicano sono già tutelati dalla Costituzione italiana, dove si legge:
ART.3: tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzioni di sesso,di razza,di lingua di religione di opinioni politiche,di condizioni personali e sociali.
È compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale,che,limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei  cittadini,impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica,economica e sociale del paese.”


Partendo da questo dato di fatto, è evidente, quindi, che il problema sta nelle coscienze delle persone e che bisogna affrontarlo non a livello di legge ma in modo differente.

Il motivo per cui le donne sono di per sé la cosa più importante di questo mondo sta nel fatto che sono le nostre mamme, le mamme di tutti noi.
Sono coloro che, grazie anche alla collaborazione dei  padri, hanno dato vita al genere umano e che, lasciatemelo dire, non è una cosa da poco, ci hanno accudito, ci hanno fatto crescere, ci hanno aiutato nel momento del bisogno, ci hanno coccolato, che sanno quando farci quel piattino che a noi piace tanto e che solo mamma sa fare bene, che hanno saputo rincuorarci quando ne avevamo bisogno, esatto bisogno perchè noi tutti, uomini  e donne, abbiamo bisogno della mamma, quindi, di una donna, io direi una super donna, perché, nonostante tutte le avversità che giornalmente devono affrontare, non si fermano davanti a nulla, ed e qui che si dimostra che le donne hanno sicuramente una marcia in più.

Le donne, però, non sono solo mamme. Sono, anche, coloro che contribuiscono al buon andamento della gestione della famiglia, oserei dire il sindaco di casa con la differenza che le deleghe le mantengono tutte loro e lo fanno talmente bene che ad ogni elezione sono rielette con consenso unanime.

Sono anche lavoratrici, che, dopo una giornata di lavoro, si tirano su le maniche e ricominciano a lavorare a casa, senza mai lamentarsi. Oggi, le donne, dopo faticose battaglie, anche se ancora con molte difficoltà, sono anche donne in carriera: dirigenti, poliziotte, carabinieri, finanzieri, militari, funzionari etc.

Tutto questo, però non basta. Come accennato inizialmente, ancora non sono cambiate le coscienze: ad esempio, spesso succede che quando le donne occupano incarichi rilevanti e commettono un errore, anche banale, si etichetta la cosa con un  “per forza è una donna”.

Aggiungo che sono rimasto allibito dalla convocazione del consiglio di questa sera: siamo qui per parlare dei diritti delle donne, quando circa due mesi fa io presentai una mozione dove chiedevo di vietare la circolazione in luoghi pubblici con il volto coperto.
Naturalmente noi intendevamo colpire non le donne, ma quei mariti che impongono alle loro mogli di poter uscire solamente con il volto coperto, cosa che riteniamo offensiva e sicuramente una forma di denigrazione e di sottomissione delle donne assolutamente intollerabile.
La maggioranza, però, che questa sera ci porta in questo stesso consiglio parlando di diritti delle donne, ha votato contro la mozione, nascondendosi dietro a scuse ridicole come “è la loro religione”.
Davanti alla libertà di un individuo, uomo o donna che sia, non esiste nessuna forma di religione, cultura, politica, che tenga. La libertà personale è un principio inviolabile. Noi condanniamo con tutte le nostre forze e continueremo a farlo tutti quegli atti che la minano, fino a che questo principio diventerà una priorità per tutti.

Oltre a ciò, mi sento di dire, che il solo fatto di dover per forza imporre una quota rosa in politica e di festeggiare l’otto marzo per ricordare che al mondo ci sono anche le donne, è, per me,  formalmente una presa in giro, direi, addirittura, un insulto alle donne stesse.
Non dovrebbero essere necessarie imposizioni per sapere che loro ci sono, dovrebbe essere la nostra coscienza di uomini “inteso come esseri umani” a ricordarcelo ogni giorno.
Loro sono parte integrante della vita degli uomini, tanto più che senza di loro la vita sarebbe sicuramente inutile e noiosa, perchè solo loro sanno come renderla degna di essere vissuta.

Il mio augurio, quindi, va a tutte le donne perchè non si debba più assistere a quell’orribile bollettino puntualmente aggiornato dagli organi di informazione di donne uccise, lapidate, deturpate, mutilate per il solo fatto di essere donne.

Marco Poloni 

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