Le posizioni della Lega sulla crisi: tagliare le province non risolve nulla, piuttosto eliminare gli sprechi del Sud.

In questi giorni di grande dibattito politico all'interno della maggioranza di governo ed in attesa di conoscere gli emendamenti della Lega alla manovra bis, noi sezione cittadina di Cologno abbiamo deciso di dedicare alcune pagine del blog alle riflessioni che i nostri politici inviano al quotidiano La Padania riportando integralmente il testo.
Oggi riportiamo la riflessione del capogruppo Lega Nord al Consiglio Regionale Liguria Edoardo Rixi.

"Prima di tagliare le province si tagliano i costi della burocrazia romana. La manovra, resa necessaria per continuare a pagare i costi di questo Stato, rischia di spremere ancora una volta i soliti limoni: i cittadini del Nord e gli Enti Locali virtuosi.
Il Sud non paga o paga poco, sia perchè lo salva l'evasione fiscale che ormai nelle regioni meridionali è a livelli da record sia perchè molti dei suoi Enti Locali sono di fatto inefficienti e non danno servizi ai cittadini per cui se si taglierà un comune od una provincia non se ne accorgerà nessuno.
Purtroppo non sarà così al Nord dove le imprese annaspano e di dipendenti pubblici ce ne sono molto meno con un tasso di efficienza degli Enti Locali molto alto. E' sacrosanto snellire la macchina pubblica ma per piacere partiamo da Roma, usiamo il metro dell'efficienza e della meritocrazia.
Da ex parlamentare dico che tra camera e senato ci sono una marea di dipendenti pubblici che costano un pacco di soldi e fanno poco o nulla e a Roma regna l'inefficienza.
Parlare di abolire le province serve solo a mantenere il potere centrale sempre più forte.
Se poi si vogliono tagliare gli Enti Locali usiamo almeno un criterio economico. Non si può parlare di tagliare le provincie sopra o sotto una certa dimensione territoriale o numero di abitanti ma bisognerebbe razionalizzare il numero dei dipendenti e chiudere tutti quegli enti che storicamente non raggiungono i pareggi di bilancio.
Mi riferisco in gran parte alle pubbliche amministrazioni del Sud che hanno in media dal 30 al 70 percento in più di dipendenti rispetto alle identiche amministrazioni del Nord e costano un sacco di soldi senza produrre nulla.
[...]Oggi le regioni non hanno le strutture per poter gestire quei servizi alla cittadinanza che le province garantiscono soprattutto nelle aree montane e periferiche. Mi riferisco alla gestione viabilistica, assetto idrogeologico, scuola e formazione. Se si vuole risparmiare bosogna iniziare a tagliare dall'alto, dimezzare il numero dei parlamentari e fare quelle riforme che la Lega sostiene da anni: dividere le competenza tra Camera e Senato e tagliare i dipendenti dei ministeri romani.
In particolare non si capisce cosa faccia quella pletora di gente che sta al ministero della Sanità quando questa è ormai una materia al 90% regionale.
Nello Stato ci sono troppe strutture che si accavallano e si intralciano a vicenda, raddoppiando e quadruplicando addirittura i costi. Che dire poi delle migliaia di guardie forestali che stazionano sull'Aspromonte (calabria ndr) o delle centinaia di migliaia di false pensioni di invalidità che imperversano nel Meridione?

Umberto Bossi ha ancora una volta colpito nel segno, l'Italia è finita. Bosogna salvare il salvabile e prepararci alla Padania. La Liguria (chi scrive è ligure ndr)deve decidere se invertire la rotta e stare con le regioni del Nordod assecondare la politica romana e continuare ad essere spremuta come un limone."

Tratto da La Padania 21-08-2011,

La sezione cittadina.

Nessun commento: