Le posizioni della Lega sulla Crisi: Patto di stabilità è ostacolo agli enti virtuosi

Riportiamo l'analisi integrale apparsa su La Padania del 20 Agosto 2011 da parte dell'assessore regionale veneto al bilancio Roberto Ciambretti. L'assessore in questi giorni è alle prese con la manovra bis del governo, che va ad aggravare una già complicata situazione di gestione di bilancio determinata dal continuo taglio di risorse e da un Patto di Stabilità altamente penalizzante per gli Enti virtuosi.

"Se ne 1997 nasceva il Patto di Stabilità per garantire il controllo dei bilanci nei paesi membri dell'Unione Europea, oggi quello stesso strumento è diventato per gli Enti Locali e per la nostra stessa Regione (Veneto n.d.r) un ostacolo insormontabile agli investimenti, un freno pericolosissimo al nostro sviluppo.
Quest'ultimo (Patto di Stabilità n.d.r) è stato applicato da ogni paese con la massima discrezionalità ed il percorso scelto dall'Italia, gravata da un debito pubblico abnorme e da Regioni con squilibri economici fortissimi, fu quello di dettare dal centro regole uguali per tutti, senza tenere minimamente conto delle specificità delle diverse aree che compongono il paese e soprattutto senza distinguere tra le gestioni corrette (Regioni virtose ndr) e quelle viziate da irresponsabilità e sprechi (Regioni non virtuose ndr).
L'obiettivo della determinazione di una spesa massima per ogni regione sembrerebbe a prima vista opportuno per la tenuta dei conti. Ma i fatti hanno dimostrato che ciò non ha portato vantaggi a tutto il territorio italiano e nemmeno a una più diffusa virtosità degli Enti. Una regione come il Veneto che può contare su consistenti entrate dovuta alla capacità contributiva fiscale dei suoi cittadini si vede ridotta di anno in anno, fino quasi all'azzeramento, la propria possibilità di spesa e quindi di investimento.
L'attuale conformazione del patto di stabilità Interno impone un 'Tetto di spesa' ovvero una restrizione alla dinamica evolutiva della spesa regionale, che prescinde dall'andamento delle entrate. Ne consegue che gli Enti che dispongono di buone entrate (poca evasione ndr) sono costretti a spendere meno di quanto potrebbero, mentre agli Enti con una dinamica svavorevole delle Entrate è consentito spendere più di quanto incamerano. Assurdo !!
Da allora si innescò quel meccanismo perverso basato sulla Spesa Storica che di fatto premiò e continua a premiare chia  suo tempo gestì i propri bilanci allegramente, fregandosene degli equilibri, delapidando milioni di euro in becero assistenzialismo, omettendo di recuperare risorse attraverso un corretto prelievo fscale.

Se il patto di stabilità continua ad ingessare il bilancio, che futuro si prospetta per un'Amministrazione dinamica come la nostra, dotata di buona progettualità e capacità programmatoria?
La risposta è che a tale prospettiva dobbiamo dire di no e dobbiamo opporci a quell'avvilente spettacolo in cui regioni amministrate in modo disordinato e persino immorale, con indebitamenti spaventosi e con bassissimo prelievo fiscale, continuino a spendere senza scrupoli, vanificando l'impegno e l'onestà di chi rispetta le regole.
Insomma, se non si modificheranno le modalità di applicazione del Patto, oltre al danno dei reiterati tagli continueremo a subire la beffa dell'impossibilità di utilizzare al meglio le nostre risorse: non è accettabile che questo sia il futuro di un Veneto che può e che deve continuare a crescere."

In questo quadro molto difficile per la gente il commento dell'assessore veneto illumina sui motivi per cui noi della Lega siamo fermamente contrari ai tagli sugli Enti Locali. Essi penalizzerebbero tutti in maniera indiscriminata.

La sezione cittadina.

Nessun commento: