Tratto da LaPadania.net
Mario Galloni
mercoledì 26 novembre 2014
Matteo Salvini non si tira indietro. Lo ha sempre detto: se servo per la ricostruzione di un centrodestra sono a disposizione. Ma senza un programma comune non ha senso parlare di alcuna leadership o di coalizione. Ma deciderà il popolo: programma e leader. Concetti che il segretario del Carroccio ha ripetuto anche ieri dopo una sorta di investitura arrivata dallo stesso Silvio Berlusconi che lo ha indicato come 'goleador' del centrodestra. Come nel più classico dei film già visti l'ex Cavaliere in serata ha negato. «Mai detto che è il leader, ma solo uno dei possibili». Ma tant'è, il dibattito è innescato e non da ieri e il voto dell'Emilia Romagna che ha consolidato con voti e consensi la politica del carroccio dice chiaramente che la strada intrapresa è quella giusta. «Certo apprezzo le parole di Berlusconi - chiarisce Salvini - ma la Lega resta la Lega. E se c'è condivisione sui nostri progetti, sulla riduzione della pressione fiscale, sulla lotta all'immigrazione clandestina, sul lavoro allora si può ragionare». E sul goleador? «A me piace giocare dietro prima giocavo da centrale ma se mi chiamano in avanti. Sono pronto ma la squadra non c'è».
Scherza Matteo ma con una battuta prova a smontare la proposta di Berlusconi di «guidare il nuovo attacco del centrodestra» italiano. Idee chiarissime anche sulla composizione di un possibile nuovo centrodestra: «Alfano al massimo va in panchina. Ma non perché lo dico io: si è messo in panchina da solo. Io costruisco un'alternativa a Renzi, non posso farlo con chi fa parte del governo Renzi». Certi anche i paletti su possibili prossime alleanze: «Chi si vuole alleare con la Lega lo può fare in base ad un progetto. Il nostro lo presentiamo il 13 dicembre a Milano: aliquota unica al 15%, abolizione degli studi di settore, abolizione della legge Fornero. Chi ci sta è il benvenuto».
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