"Vedo molto complicata un'alleanza a livello
nazionale da 'patti chiari e amicizia lunga', a livello regionale, invece,
un'alleanza solida ci puo' stare". Cosi' Matteo Salvini sullo stato della
trattativa tra Pdl e Lega sulle alleanze in vista delle politiche e delle
regionali in Lombardia, per cui è candidato Roberto Maroni. In un'intervista
alla 'Padania', il segretario della Lega Lombarda esprime soddisfazione per
l'apertura di Silvio Berlusconi (il quale ha chiarito che, in caso di vittoria
potrebbe non essere il premier, come preteso dal Carroccio). Ma spiega che il
"nodo" della trattativa è bloccato attorno al programma e all'opposizione di
parte del Pdl alla proposta leghista di tenere sul territorio il 75% delle
tasse. "Bene" l'apertura di Berlusconi, commenta Salvini. "E' quello che la Lega
gli sta chiedendo da due mesi". "Detto questo, pero' - prosegue - visto
l'ondeggiare di Berlusconi e del Pdl, noi pensiamo solo ed esclusivamente a
lavorare: personalmente e' da qualche settimana che ho smesso di preoccuparmi
del fatto se andremo da soli o in compagnia". Poi, l'esponente 'lumbard'
definisce come "politicamente demenziali" le minacce del Cavaliere di far
'saltare' le giunte in Veneto e Piemonte e spiega che, per quanto riguarda le
candidatura, in Lombardia si dara' spazio ai giovani cercando di valorizzare
soprattutto chi ha avuto esperienza come sindaco.
Infine,
sostiene che, in Regione, la partita sara' tutta tra Maroni e il candidato del
centro-sinistra,Umberto Ambrosoli, mentre Gabriele Albertini con il sostegno di
Mario Monti, Pierferdinando Casini e Gianfranco Fini, "ha zero speranze di
vincere".
"AffariItaliani 03.01.2013"
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