L'accordo tra Pdl e Lega «è sicuramente vantaggioso anche per il Veneto, per
questo noi lo accettiamo». Parola del segretario nazionale della Liga Veneta,
Flavio Tosi, secondo il quale l'accordo «Ci assicurerà nuove e importanti
riforme dal punto di vista federalista». Tosi lo scrive in una nota, accogliendo
così con favore a nome del Carroccio veneto l'intesa raggiunta con il partito di
Silvio Berlusconi. «Nell'accordo siglato fra Lega Nord e Pdl - rimarca il
sindaco di Verona - la Lega Nord ha chiesto e ottenuto che Silvio Berlusconi non
sarà né il candidato premier di questa campagna elettorale né il capo del
governo nel caso, stando ai sondaggi non molto probabile, di vittoria alle
elezioni politiche del 24-25 febbraio». Quanto all'alleanza con il Pdl, «questa
alleanza ci interessa più a livello locale che nazionale – riconosce Tosi -
perché potrà garantire la vittoria in Lombardia di Roberto Maroni,
successo che potrebbe spingere altre Regioni del Nord Italia, come
l'Emilia-Romagna, a sostenere una battaglia che parta dal basso, dalle più
importanti istituzioni territoriali, per raggiungere quel cambiamento che, pur
essendo stati per molti anni al governo nazionale con Berlusconi premier, non
siamo riusciti a ottenere.
Le motivazioni strategiche di questa nuova alleanza sono infatti senz'altro più favorevoli alla Lega che al Pdl – prosegue il segreta rio della Liga Veneta -. Nel programma nazionale dell'alleanza la Lega ha fatto inserire un vincolo ben preciso: ogni Regione dovrà potersi trattenere il 75% delle proprie risorse, mettendo a disposizione dello Stato e delle altre Regioni il restante 25% in modo da raggiungere una piena attuazione del federalismo, una responsabilità sulla spesa a livello nazionale e un'eliminazione degli sprechi che purtroppo ancora esistono». «Per noi, comunque – aggiunge ancora Tosi -, Lega e Pdl, pur alleati a livello nazionale, sul piano locale resteranno in competizione, date anche le diverse posizioni assunte in merito alle scelte del Governo Monti, che noi non abbiamo mai appoggiato e che in maniera coerente e legittima potremo continuare a contrastare». L'accordo, ha ribadito Tosi, «è più vantaggioso per la Lega, perché le possibilità di vincere in Lombardia sono ampie, mentre le possibilità di vincere a livello nazionale sono decisamente scarse». Ma anche nel caso di vittoria del centrodestra alle elezioni politiche, Flavio Tosi non assumerà alcun incarico di governo. Lo ha confermato in serata lo stesso sindaco di Verona: «Lo avevo sempre detto, anche perché fare il ministro e il sindaco sarebbe incompatibile. L'avevo detto e ribadito prima, durante e dopo la campagna elettorale. Lasciare la città, dopo aver chiesto ai veronesi fiducia di nuovo ed averla ottenuta poco più di sei mesi fa, non sarebbe leale» ha concluso.
Le motivazioni strategiche di questa nuova alleanza sono infatti senz'altro più favorevoli alla Lega che al Pdl – prosegue il segreta rio della Liga Veneta -. Nel programma nazionale dell'alleanza la Lega ha fatto inserire un vincolo ben preciso: ogni Regione dovrà potersi trattenere il 75% delle proprie risorse, mettendo a disposizione dello Stato e delle altre Regioni il restante 25% in modo da raggiungere una piena attuazione del federalismo, una responsabilità sulla spesa a livello nazionale e un'eliminazione degli sprechi che purtroppo ancora esistono». «Per noi, comunque – aggiunge ancora Tosi -, Lega e Pdl, pur alleati a livello nazionale, sul piano locale resteranno in competizione, date anche le diverse posizioni assunte in merito alle scelte del Governo Monti, che noi non abbiamo mai appoggiato e che in maniera coerente e legittima potremo continuare a contrastare». L'accordo, ha ribadito Tosi, «è più vantaggioso per la Lega, perché le possibilità di vincere in Lombardia sono ampie, mentre le possibilità di vincere a livello nazionale sono decisamente scarse». Ma anche nel caso di vittoria del centrodestra alle elezioni politiche, Flavio Tosi non assumerà alcun incarico di governo. Lo ha confermato in serata lo stesso sindaco di Verona: «Lo avevo sempre detto, anche perché fare il ministro e il sindaco sarebbe incompatibile. L'avevo detto e ribadito prima, durante e dopo la campagna elettorale. Lasciare la città, dopo aver chiesto ai veronesi fiducia di nuovo ed averla ottenuta poco più di sei mesi fa, non sarebbe leale» ha concluso.
“La Padania 08.01.2013”
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