Lambro sicuro, la Lega non ci crede Dopo l’avvio dei lavori il Carroccio solleva dubbi sul progetto


INTERROGAZIONE A ROMA E UN INCONTRO PUBBLICO
Dopo l’avvio dei lavori il Carroccio solleva dubbi sul progetto



"Il GIORNO" 24-1-2013
chiara.giaquinta@ilgiorno.net


INIZIANO i lavori sul fiume Lambro. E con loro arrivano anche le polemiche. Se l’amministrazione di Mario Soldano ha salutato con esultanza l’avvio dei cantieri per la messa in sicurezza delle sponde del fiume nel tratto colognese, attesi da anni ma messi al palo da burocrazia e lungaggini,non si può dire lo stesso per i fedelissimi del senatùr. «Abbiamo seri dubbi sull’efficacia del progetto», hanno tuonato i leghisti colognesi, che a più riprese in passato si erano interessati della questione diventando spesso portavoce delle lamentele dei residenti di San Maurizio.
Un dubbio che hanno cercato di fugare sottoponendo il progetto approvato dall’Aipo, l’Agenzia interregionale per il fiume Po, a tecnici esterni. Che non avrebbero però dato le rassicurazioni sperate. Tanto da spingere l’onorevole Marco Rondini a portare la vicenda fino a Roma, con la presentazione di un’interrogazione parlamentare. «Il fiume Lambro è per il quartiere di San Maurizio una fonte decennale di problemi e preoccupazioni—spiega il capogruppo in consiglio della Lega Nord Mauro Poloni —. Abbiamo ancora tutti in mente cosa accadde nel 2002, quando una piena ruppe gli argini, arrivando fino al centro città. Ora ci troviamo davanti a un progetto di arginatura redatto dalla società Aipo che non ci convince per nulla.
SECONDO la Lega Nord il problema sta nel fatto che gli interventi, pur consistenti e ampi visto che abbracceranno anche i Comuni vicini, serviranno solo a limitare il problema in caso di piccole esondazioni.
Almeno per il momento. Il primo lotto dei lavori prevede, infatti, l’innalzamento degli argini a monte del ponte di San Maurizio. Il quale, per ora, non sarà interessato da interventi. Ecco che si riapre così un vecchio tema: quello dall’innalzamento del ponte di San Maurizio presente al confine tra Cologno e Sesto, vero imbuto per le acque del Lambro in caso di piena. La stessa amministrazione ha dichiarato a più riprese che questo intervento potrebbe essere la vera soluzione per Cologno. Ma per il momento, non è stato inserito nei programmi. «L’interrogazione di Rondini ha l’obiettivo di mettere a conoscenza il Ministero dell’Ambiente delle nostre perplessità», spiega il segretario cittadino della Lega, Dania Perego.
Per parlare con i residenti, la Lega ha anche organizzato un incontro pubblico che si svolgerà lunedì prossimo alle 21 all’auditorium di via Toti. Incontro a cui sono stati invitati anche il sindaco Mario Soldano e l’assessore ai Lavori Pubblici, Raffaele Cantalupo. «Ci hanno detto che non verranno — dice deluso Polon i— perché lo vedono come un incontro politico. Non siamo d’accordo ma non possiamo che prendere atto della loro decisione».

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