Un'Europa più piccola e compatta, come l'impero di Carlomagno, con il Nord Italia insieme a Francia, Germania e i Paesi del Benelux: per qualcuno - all'interno degli Stati fondatori dell'Ue - è il modello ideale di unità europea. E' quanto scrive sul Financial Times Tony Barber, in un'ampia analisi che nota come l'Europa sembri gravitare verso il suo nucleo centrale. Se Francia e Germania riescono a tenere in vita una qualche forma di unità europea, scrive l'opinionista, sarà una federazione politica o un'unione fiscale di ampiezza limitata. («L'Europa su un canovaccio più
).
La crisi – sottolinea il Ft - «minaccia di scucire il tessuto dell'integrazione focalizzando le frustrazioni degli elettori del Nord e del'Ovest – francesi, tedeschi e olandesi – sui Paesi più poveri del Sud e dell'Est - greci, polacchi e rumeni».
In termini economici, alcuni Paesi sono meno padroni del loro destino. Grecia, Irlanda e Portogallo sono sotto stretta sorveglianza estera. Spagna e Italia perseguono programmi d'austerità, «redatti in parte sotto pressione esterna», che schiacciano la crescita economica e aumentano la disoccupazione, ma «fanno poco per attenuare i costi punitivi di indebitamento sui mercati finanziari».
Il timore di una spaccatura dell'eurozona sta rinazionalizzando i mercati, avverte il Ft: gli investitori ritirano fondi dai Paesi «partner» e li parcheggiano in patria. Acquisti su larga scala di titoli pubblici italiani e spagnoli da parte delle istituzioni finanziarie italiane e spagnole «hanno creato una connessione allarmante» tra debito sovrano e banche che deve essere spezzata per sventare il rischio che si distruggano a vicenda.
Un'uscita della Grecia, a parte il pericolo di contagio finanziario su altri Paesi, «rischia di avere profonde conseguenze politiche», sottolinea Barber. Sarebbe la prima volta che un Paese che vi ha aderito abbandona il processo di integrazione europea. E non è un Paese qualsiasi, ma un Paese considerato come «fonte e origine» della civiltà europea. Se ciò accadesse, sarebbe impossibile presentare l'integrazione «come un processo irreversibile che coinvolge tutta l'Europa».
di Elysa Fazzino - Il Sole 24 Ore
1 commento:
I compagni di Milano vogliono far diventare Milano come Manhattan ,non gli basta più l'europa guardano lontano perchè se guardano lontano non vedono il fango che li stà piacevolmente lerciando
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