Lega Nord Federale - Perchè è giusto dire no

Mario Monti è un distinto professore varesino dalla zazzera brizzolata, il classico tipo che non suscita sulle prime né simpatia né antipatia. Non risulta di per sé odioso ed inopportuno, men che meno inadatto al ruolo che presto sarà chiamato a ricoprire.
Siamo poi tra coloro che non rimpiangeranno particolarmente Silvio Berlusconi premier e riconoscono con sincerità e onesta tutte le mancanze, l'incomprensibile balbettio - specie in politica economica, a fronte di una bufera eterodiretta - che hanno caatterizzato l'ultima fase dell'Esecutivo uscente. Eppure la vicenda che presto porterà al cambio a Palazzo Chigi lascia un retrogusto amaro, ed una sensazione spiacevole che sarebbe onesto non raccontarvi.

La politica che scende a patti con gli umori dei mercati globali avrebbe rappresentato un compromesso accettabile; invece l'economia che commissaria la politica (questo sta accadendo in Italia) costituisce l'ennesimo tassello di una deriva che mina alle basi le fondamenta stesse del nostro sistema. Da democrazia a tecnocrazia ce ne stiamo muti e contenti. Qualcosa non va.

Una volta dalle Apli scendevano i lanzichenecchi, ora gli inviati dell'Europa e del FMI (Fondo Monetario Internazionale) i quali forse più educati dei primi ma non meno pericolosi per la nostra sovranità nazionale.
La cosa desta generalmente poca preoccupazione perchè nella penisola alberga ben poco senso dello Stato. L'Italia, i cui 150 anni di insuccessi abbiamo finito di celebrare, nasce male e, tra alti e bassi, si sviluppa anche peggio. Pertanto non ci sorprende il fatto che uno sbrego così evidente alla sovranità nazionale non induca quasi nessuno all'indignazione.
Diciamola poi tutta: la nostra politica ha offerto spettacoli così poco edificanti, da meritarsi un'ulteriore delegittimazione, che le è fatale.

Però rimane una cosa da chiedersi: che maggiore legittimazione hanno gli ispettori del Fondo Internazionale? Quale è il retroterra di rappresentatività che dovrebbe avvallare l'intervento deipapaveri della Banca Centrale Europea?
In realtà nessuno. Gli organismi internazionai a cui stiamo cedendo e svendendo la nostra sovranità soffrono alla base di un sostanziale deficit di democraticità che desta inquietanti dubbi sulla loro stessa esistenza: staimo rinunciando al nostro voto, unica difesa del cittadino nei confronti degli strapoteri della finanza mondiale e alla pervasività delle loro lobbies.

L'obiezione al nostro discorso è facile: la situazione contingente non lascia alternative, c'è da ricondurre in porto la nostra barca squassata dalla tempesta economico- finanziaria. E il precedente timoniere appariva oramai inadatto.

Obietare all'obiezione è altrettanto facile: una nazione degna, consapevole, fiera, avrebbe mandato i propri figli persino ad assaltare Palazzo Chigi con il forcone, avrebbero indotto l'esecutivo a decidere invece di arrovellarsi, avrebbero indotto Berlusconi ad una via zapateriana ossia fissare le elezioni annunciando le proprie dimissioni.
Invece abbiamo assistito alla svendita della sovranità consentendo la discesa degli ispettori, dei burocrati e dei banchieri. Viene in mente l'Adelchi di Alessandro Manzoni.

Il forte si mesce col vinto nemico
Col nuovo signore rimane l'antico;
l'un popolo e l'altro sul collo vi sta:
Dividono i servi, dividon gli armenti;
si posano insieme sui campi cruenti
d'un volgo disperso che nome non ha.


Assistiamo al findersi di due tipi di degeneri tendenze italiche:
  • Da un lato l'attesa messianica del Papa straniero,  e l'idea perversa ed ingenua secondo cui qualcuno o qualcosa che discende dalle Alpi possa sistemarci il Paese. Non è così, non funziona mai, la storia dovrebbe insegnare.
  • L'altra idea non meno pericolosa è che per sistemare le cose ci sia bosogno dell'uomo della provvidenza, che con la bacchetta magica risolva le questioni e che abbia la ricetta per risollevare le sorti.
Peccato che non c'è ragione di credere che costui abbia la bacchetta magica e soprattutto la ricetta giusta; non esitono ricette giuste e spesso non è una sola ricetta che risolve il problema.

Quello che è peggio, però, che qualunque cosa il governo Monti farà e cercherà di fare non gli è stata conferita da nessun mandato elettorale e alla fine del suo mandato egli non deve rendere conto neppure al popolo sovrano.

A tutto questo è indispensabile e utile che qualcuno dica chiaramente di no. Oramai la sinistra è completamente snaturata, imbelle ed impotente in questo sistema.
Checchè ne diranno di commentatori di ogni risma, Lega Nord e Di Pietro, chiamandosi fuori dalla consorteria di crisi, fanno il bene della democrazia italiana.

Tratto da LaPadania del 11-11-2011,

La sezione cittadina.





8 commenti:

Anonimo ha detto...

Penso nessun governo che non sia uscito dall'espressione di voto dei cittadini,meglio voto subito.

Anonimo ha detto...

Io invece credo sia proprio il caso di affrontare l'emergenza, con un governo d'emergenza, mettendo sul tavolo tutte le migliori personalità, senza alcun distinguo politico. Poi, usciti dall'emergenza torneremo ad essere gialli, rossi, verdi, come vuoi, ma in questo momento bisogna prendere il toro per le corna.

Anonimo ha detto...

non sono d'accordo con il post precedente ho questo governo continua a governare oppure si vada alle urne.
cosa vuole dire mettere un governo tecnico,sarebbe confermare l'incapacita dei nostri politici sia di dx che di sx vorrebbe dire:
i politici occupano la sedia fin che va tutto bene quando invece bisogna fare sul serio chiamiamo le persone capaci!
e offensivo per il mondo politico ma e soprattutto offensivo nei confronti degli elettori che eleggono solo dei pupazzi che giocano a fare i politici,questo non lo posso accettare non credo possa essere un bene per l'italia.

Anonimo ha detto...

Non vedo cosa ci sia da festeggiare!,premetto che in democrazia ogni persona è libera di esprimersi e fare le proprie scelte in un principio democratico.
Ora bisogna chiederci se si troverà il giusto equilibrio per proseguire,e ,per uscire da questa terribile crisi economica internazionale.
La poltica deve essere fatta da avversari non da nemici.

Anonimo ha detto...

Per il popolo festeggiante,non capisco poi di cosa,pensino che trà non molto si parlerà di pensioni, forse ri-introduzione dell'Ici e patrimoniale,e altro.

Anonimo ha detto...

togli il "forse"

Anonimo ha detto...

Per il popolo festeggiante:,prende sempre piu' convinzione di una reintroduzione dell' ici,una tassa sulla casa di prima abitazione,che si aggiunge ad altre spese per il mantenimento della casa,vediamo cosa dirà il popolo festeggiante,alla prossima..

Anonimo ha detto...

...e vediamo anche se la signora Camusso indirà lo sciopero generale