"Le mele marce noi le cacciamo"

INTERVISTA TRATTA DA IL FOLIO DEL 20 APRILE 2012

Le riflessioni di Marco Poloni, capogruppo della Lega Nord
«La vicenda, comunque, è strumentalizzata oltre il lecito visto che non esiste il reato». «Fiducia totale a Bossi e a Maroni». «Proseguiamo a stare tra la gente e organizziamo firme contro il governo Monti». «In tanti continuiamo a credere nel Carroccio»

POLITICA - Soldi rubati, diamanti, lingotti d’oro spariti e poi restituiti, colonnelli di partito che hanno tradito militanti come gli stessi capitani. Che la Lega Nord nelle ultime settimane stia attraversando uno dei periodi più difficili dalla discesa in campo del Senatur, oramai pare essere sotto gli occhi di tutti. Ma la base, i cosiddetti militanti impegnati tutti i giorni sul territorio, sembrano non preoccuparsene troppo. «Siamo un partito che ha sempre fatto pagare il conto a chi sbagliava, a chi non ci rispettava. E anche questa volta andrà così» è il commento che si sente ripetere in questi giorni dentro e fuori le sezioni locali. Anche a Cologno Monzese la linea della comprensione e del sostegno al simbolo prima che alle persone sta prevalendo sullo spirito di condanna. Ma cosa ne pensano i rappresentanti politici locali? Lo abbiamo chiesto a Mauro Poloni, capogruppo in consiglio per la Lega Nord, protagonista della nostra intervista.

Allora, cosa sta succedendo nel vostro partito?
«Pensiamo che in ogni partito ci siano le brave persone come le mele marce. Anche noi ne avevamo e ne abbiamo. Ma nel momento in cui ce ne siamo accorti, proprio come è successo in questi giorni, non abbiamo fatto altro che sbatterle fuori dal partito. A differenza di come hanno fatto, invece, tanti altri».
Ma cosa pensate esattamente di tutta questa vicenda?
«Si sta strumentalizzando oltremodo un fatto che, di per sé, non ha conseguenze penali. Il reato non esiste; è una questione morale che di certo deve essere affrontata proprio come stiamo facendo noi leghisti. Martedì scorso ero a Varese e ho visto con i miei occhi la reazione della base: poche contestazioni, molta fiducia a Bossi e Maroni. Fischi solo per chi ha sbagliato e che pagherà. La Lega deve andare avanti».
A Cologno non avete una sede per mancanza di fondi: non vi fa arrabbiare che qualcuno ai vertici del partito abbia utilizzato i soldi della Lega per scopi personali mentre voi siete senza un luogo di ritrovo?
«È inutile prendersela; noi stessi abbiamo sempre voluto fare ogni cosa con le nostre forze. Solo in campagna elettorale sono arrivati i rimborsi per stampare manifesti e organizzare eventi. Roberto Maroni su questo aspetto è stato tassativo: i soldi sottratti al partito saranno recuperati e distribuiti alle sezioni locali. La promessa ci basta per farci pensare in modo positivo al futuro».
Non crede che tutta questa vicenda possa far perdere consensi?
«A dire il vero non credo. In questi giorni ho parlato con molte persone sia vicine che lontane al movimento della Lega, e in tanti mi hanno confermato che sembra più una costruzione pensata a tavolino che uno scandalo».
A livello locale, qual è stata la vostra reazione?
«Abbiamo continuato a stare in mezzo alla gente esattamente come prima e ad organizzare gazebi. Proprio sabato saremo in piazza per farci vedere e raccogliere firme contro le ultime decisioni del governo Monti. Pur consapevoli che questo non è un momento semplice per continuare a fare propaganda. La cosa tuttavia non ci preoccupa, continuiamo con lo stesso spirito che ci ha sempre contraddistinto e spinto ad andare avanti: stare dalla parte dei cittadini e ascoltare i loro bisogni».
Qual è il valore aggiunto che la Lega Nord dà all’opposizione colognese?
«Sicuramente il fatto di riportare le esigenze dei residenti in consiglio comunale, dal bisogno di sicurezza alle denunce su quello che non va, e di cercare per loro soluzioni all’interno delle istituzioni. Ho in tasca la tessera della Lega dal 2009 perché chi mi conosceva, soprattutto a San Maurizio, dove sono nato e cresciuto, mi ha chiesto di impegnarmi in prima persona e continuerà a chiedermelo. Con me ci sono almeno una ventina di militanti che più volte hanno ribadito di credere prima di tutto nel partito, anche dopo quello che è accaduto».
Nelle scorse settimane siete scesi in piazza accanto ai colleghi leghisti di Sesto contro la costruzione della moschea in via Luini. Perchè?
«Il progetto di costruzione del centro islamico a Sesto è previsto in un’area al confine con noi, nel rione Restellone. Questo vorrebbe dire che anche per il nostro territorio ci sarebbero ripercussioni dirette: la nostra paura, come quella degli abitanti della zona, è che intorno al nuovo centro islamico si crei una sorta di ghetto, una zona in cui cercheranno casa soprattutto islamici. Zona che già oggi è al confine, periferica e poco tenuta in considerazione. Non siamo per la chiusura di fronte a culture diverse dalla nostra, ma per il rispetto e la tutela dei nostri diritti».

3 commenti:

Anonimo ha detto...

E'sicuramente una vicenda che getta grande sgomento,con un misto di incredulità e grande rabbia,ora il tutto è al vaglio della magistratura di cui si vedrà il proseguo delle indagini.
Resta fermo però un fatto, di aver infranto un "qualcosa", che è sicuramente difficile dimenticare,bisogna così vedere l'elettorato come si muoverà,nel silenzio dell'urna ,dove è presente una scheda,una matita,e un giudice in veste di elettore.

Anonimo ha detto...

Sig Poloni, credo che al momento il governo Monti sia l'unico che può sorreggere il nostro paese,evidentemente vi sono delle situazioni poco piacevoli,condizioni discutibili.
Provi a riflettere perché è sorretto da partiti antagonisti?
Credo che in questo tempo a nessuno conviene andare ad elezioni,non le pare!.

Anonimo ha detto...

Cacciate via anche il trota e il padre che, stando alle testimonianze già rese alla magistratura, sapeva tutto?